Africa.Raccontando gli artisti. Abu Bakarr Mansaray

#disegno, #IntrospezioneIdentitaria, #SierraLeone 16.06.2017, 16.34 La mostra
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Mansaray è nato nel 1970 nella città di Tongo, in Sierra Leone, uno dei Paesi più poveri dell’Africa occidentale. Dopo aver abbandonato gli studi nel 1987, si trasferisce nella capitale Freetown, dove inizia ad approfondire gli aspetti pratici della scienza e dell’ingegneria, diventando un instancabile autodidatta.

La scelta della carriera d’artista è dettata dalla volontà di rappresentare il crollo della sua nazione, colpita della guerra civile, e allo stesso tempo arginarlo.

“Mi piace creare strani e complicati disegni di macchinari ispirati a idee scientifiche che stanno al di là dell’immaginazione umana. Io voglio che le persone percepiscano la forza della creazione.”

Mansaray riutilizza una tecnica popolare nel centro Africa, caratterizzata dalla fabbricazione di oggetti decorativi e giocattoli con fili di ferro, applicandola nella costruzione di macchine futuristiche per scopi fuori dal comune, creando contrapposizioni fra fuoco, luce, aria, acqua, freddo, movimento e suono.

Anche i suoi disegni preparatori possono essere considerati come vere e proprie opere d’arte. Questi bozzetti realizzati a matita o con pennarelli colorati, consistono in diagrammi e complessi schemi di meccanismi delle sue macchine futuristiche.

Nel 1998 Mansaray scappa dalla Siera Leone  per trasferirsi nei Paesi Bassi, dove oggi vive. La sua produzione artistica tuttavia continua a riflettere sulle brutalità della guerra civile.

 in mostra il suo lavoro potrà essere letto sulle tracce della #IntrospezioneIdentitaria

che accomuna artisti engagé, con un profondo attaccamento alla loro origine, che mettono in discussione post-colonialismo,  guerre e i genocidi,  problematiche legate all’ambiente, all’AIDS, alla povertà, alla corruzione politica e alla questione del petrolio.

Mansaray ha partecipato alla 56esima Biennale di Venezia nel 2015. Le sue opere sono inoltre state esposte in importanti musei come il Guggenheim di Bilbao, il Complesso del Vittoriano a Roma e il Museum of Fine Art di Houston negli Stati Uniti.