Africa. Raccontando gli artisti. Romuald Hazoumé

#Benin, #IntrospezioneIdentitaria, #scultura 07.06.2017, 11.49 La mostra
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Romuald Hazoumé nasce nel 1962 a Porto Novo, in Benin, dove oggi vive e lavora.

Originario del popolo Yoruba, un vasto gruppo etno-linguistico di circa 40 milioni di persone, pur crescendo in una famiglia di religione cattolica rimane sempre in contatto con la religione Vudù, culto esoterico di cui il Benin è da sempre considerato la culla.

Questa duplice radice culturale trova espressione nel suo lavoro di artista, sia nelle sue maschere che nelle installazioni, e caratterizza la sua intera produzione.

Hazoumé lavora con pittura, scultura e fotografia, ma è la produzione di maschere, iniziata a metà degli anni ottanta, che lo porta a farsi conoscere ufficialmente nel mondo dell’arte. La vasta serie di maschere, tuttora in corso, è realizzata con contenitori di plastica di scarto, spesso utilizzati per trasportare riso al confine con la Nigeria e poi scambiati con la benzina nel mercato nero.

“Restituisco all’Occidente ciò che gli appartiene, che significa affermare il rifiuto di una società del consumismo che invade i nostri territori ogni giorno.”

Ogni maschera creata dall’artista rappresenta una persona reale o uno stereotipo che Hazoumé ha osservato e poi ritratto e rivela la visione critica di Hazoumé sulla società e sulle questioni legate alla globalizzazione.

in mostra il suo lavoro potrà essere letto sulle tracce della #IntrospezioneIdentitaria

che accomuna artisti engagé, con un profondo attaccamento alla loro origine, che mettono in discussione post-colonialismo,  guerre e i genocidi,  problematiche legate all’ambiente, all’AIDS, alla povertà, alla corruzione politica e alla questione del petrolio.

Hazoumé ha partecipato alla Biennale de Lyon e alla Biennale di Gwangju (entrambe 2000), nonché alla terza Biennale d’Arte Contemporanea presso il Museo Garage per l’Arte Contemporanea di Mosca (2009).  Ha inoltre ottenuto il premio Arnold Bode per la sua partecipazione a documenta 12 (2007). Le sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche come il British Museum di Londra; il Musée Barbier-Mueller di Ginevra; la Fondation Zinsou di Cotonou, in Benin.