AFRICA. Raccontando gli artisti. Tracey Rose

10.06.2017, 10.00 La mostra
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Un lavoro incentrato prettamente sull’indagine della carnalità e della femminilità, quello di Tracey Rose, artista sudafricana nata nel 1974 a Durban da genitori attivisti del sindacalismo.

All’età di sette anni è costretta a trasferirsi con l’intera famiglia a Johannesburg, città dove tuttora vive e lavora. Unica bambina non bianca su appena cinque alunni, viene educata in un’istituto di suore e si autodefinisce una “cattolica in fase di recupero”. Consegue la Laurea in Belle Arti nel 1996 presso l’Università di Witwatersrand, seguita nel 2007 da un Master presso il Goldsmiths College dell’Università di Londra.

Sin dagli esordi, Tracey Rose si fa portavoce di una pratica artistica incentrata sulla performance, spaziando tra fotografia, video e installazioni. Il corpo rappresenta il fulcro della sua arte, che sembra riecheggiare spesso il lavoro di Cindy Sherman per struttura e per contenuto.  L’abbattimento e la demolizione delle rigide categorizzazioni sessuali sono tra le principali missioni artistiche di Tracey Rose, che si concentra in particolare sull’analisi degli stereotipi imposti alle donne africane, indagati con una straordinaria audacia comunicativa.

“Le persone dicono che la mia arte è scioccante. Ma quello che sta succedendo nel contesto globale è ancor più sconvolgente dell’arte”.

Nel 2006 viene nominata una delle più grandi personalità culturali provenienti dall’Africa dal quotidiano britannico The Independent, che scrive di lei: “È difficile resistere al folle mondo che riesce a tessere, uno scontro tra cultura popolare e sociologia estrema, così dichiaratamente assurdo da possedere una specie di intossicazione persuasiva che ci trascina al suo interno. Perfino contro un contesto di estremi come la sua città natale, Johannesburg, riesce ad essere feroce, come se cucisse una poetica visiva attraverso le polarizzazioni dello scenario politico sudafricano, che possono farvi ridere, ma anche farvi sentire colpevoli per la collisione.”

Tracey Rose ha esposto in mostre personali in Sud Africa, Europa e America: Imperfect Performance: A tale in two states , Moderna Museet, Stoccolma (2006), (x), Reina Sofía Museum di Madrid (2014) e Limerick City Art Gallery (2017). Ha partecipato ai più importanti eventi internazionali, come la Biennale di Venezia del 2001, e il suo lavoro è confluito in mostre fondamentali come Africa Remix presso la Johannesburg Art Gallery (2007) e Snap Judgement: New Positions in Contemporary African Photography , Stedelijk Museum di Amsterdam(2008). Nel 2011 la  Johannesburg Art Gallery  le ha dedicato Waiting for God , retrospettiva di metà carriera.