Africa. Raccontando gli artisti. Yinka Shonibare MBE

#fotografia, #IntrospezioneIdentitaria, #Nigeria 16.06.2017, 16.37 La mostra
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Shonibare

Nato a Londra nel 1962 in una famiglia benestante, Yinka Shonibare MBE si trasferisce in Lagos (Nigeria), all’età di tre anni. Oggi vive e lavora a Londra. Nonostante i genitori non approvino le sue scelte professionali, l’artista decide comunque di trasferirsi nella capitale del Regno Unito per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Successivamente entra alla Byam School of Art (oggi Central Saint Martins College of Art and Design) e nel 1991 consegue il Master in Belle Arti presso il Goldsmiths College come esponente della generazione dei cosiddetti “Giovani Artisti Britannici”.

“È stato quando sono arrivato dal Regno Unito per frequentare l’Università che ho scoperto il razzismo, che non avevo mai realizzato esistesse davvero. Ho anche scoperto il modo in cui le persone di origini africane dovevano trovare la propria identità all’interno di queste relazioni di potere.”

Un giorno un insegnante della Goldsmith chiede a Shonibare: “Tu sei africano. Perché non produci arte africana autentica?” Da quel momento, l’artista inizia ad interrogarsi sul reale significato del termine “autenticità” e sul valore dell’identità multiculturale, mettendo insistentemente in discussione le convenzionali definizioni etniche e nazionali. Noto per le sue riflessioni  sul colonialismo e sui rapporti di potere trasmesse in chiave ironica attraverso disegni, dipinti, sculture, fotografie, film e installazioni, tratto distintivo del suo lavoro è l’uso del cosiddetto “wax”, realizzato con procedure simili alla tecnica batik. Esportato dall’Olanda e ovunque in Europa nel tardo 19° secolo, il tessuto con stampe allegramente colorate viene introdotto ad imitazione degli abiti indonesiani e in seguito accolto con entusiasmo nell’Africa occidentale, erroneamente conosciuto dai più come veste “africana”.

Yinka Shonibare ama definirsi un ibrido post-coloniale, interessato a comprendere le complesse relazioni che intercorrono tra l’Africa e l’Europa. Si pensi, ad esempio, al tono parodistico dei ritratti fotografici e alle sculture tridimensionali abbigliate con i tessuti di presunta derivazione africana. La sua è un’arte non-didattica, che genera domande anziché rispondere banalmente a questioni politiche.

Il suo lavoro si fa portavoce di un sentimento fortemente contemporaneo, ma allo stesso tempo si interfaccia con le tradizioni e con i capolavori della storia dell’arte occidentale. Il risultato è divertente, giocoso, ma anche sensuale e poetico. Le sue opere travolgono in un vorticoso flusso che ripercorre la nostra storia, dalla colonizzazione all’esplorazione dello spazio, attraverso la letteratura e l’arte moderna, abbattendo con forza il concetto di proprietà culturale

in mostra il suo lavoro potrà essere letto sulle tracce della #IntrospezioneIdentitaria

che accomuna artisti engagé, con un profondo attaccamento alla loro origine, che mettono in discussione post-colonialismo,  guerre e i genocidi,  problematiche legate all’ambiente, all’AIDS, alla povertà, alla corruzione politica e alla questione del petrolio. Guadagna notorietà sulla scena internazionale attraverso la commissione per Documenta 10 nel 2002 ed è candidato al Premio Turner nel 2004.

Nel 2005 viene insignito dell’onorificenza di membro del “Most Excellent Order of the British Empire”, un titolo che provvede poi ad aggiungere ufficialmente al suo nome. Le sue opere vengono presentate alla 52^ Biennale di Venezia (2007) e tra il 2008 e il 2009 ha luogo una sua mostra itinerante che fa tappa al Museum of Contemporary Art, Sydney; al Brooklyn Museum, New York; al Museum of African Art e allo Smithsonian Institute di Washington, DC. Nel 2013, una grande retrospettiva viene allestita allo Yorkshire Sculpture Park, Wakefield (Yorkshire) e, in parte, al Royal Museums Greenwich/The Queen’s House di Londra; al GL Strand, Copenhagen; al Wroclaw Contemporary Museum, Breslavia (Polonia). Nel 2013 la prestigiosa Royal Academy of Arts elegge Yinka Shonibare MBE come nuovo membro. Il suo corpus di opere fa parte di numerose prestigiose collezioni permanenti: Tate Collection, Londra; Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, Boston; Victoria and Albert Museum, Londra; Hirshhorn Museum & Sculpture Garden, Washington DC; The Israel Museum, Gerusalemme; Moderno Museet, Stoccolma; Walker Arts Center, Minneapolis; Scottish National Gallery, Edimburgo; San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco.