Africa. Raccontare gli artisti. Billie Zangewa

#Malawi #GenerazioneAfrica #arazzi 09.06.2017, 12.30 La mostra
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Billie Zangewa

Meticolosa cultrice di moda e tendenze, Billie Zangewa nasce a Blantyre, in Malawi, nel 1973. Oggi prosegue la propria carriera artistica a Johannesburg.

Sin da bambina, all’età di dieci anni, inizia a creare illustrazioni ispirate al mondo della moda e sfoglia appassionatamente la rivista Vogue.

Studia grafica e incisione alla Rhodes University di Grahamstown, in Sud Africa, e inizialmente il suo lavoro si concentra sulla narrativa cinematografica. Una volta completati gli studi, ritorna a Gaborone, Botswana, dove si dedica ai colori ad olio su miniatura ritraendo spesso donne in contesti glamour. Come naturale conseguenza, inizia a cimentarsi con i tessuti, in particolare la seta, impreziositi da ricami con flora a fauna ispirate alla natura del Botswana. Decide poi di trasferire le sue creazioni su superfici bidimensionali che chiama “arazzi”, nonostante utilizzino una tecnica appliqué. I suoi studi sull’incisione le consentono di variare le tecniche, per poi appassionarsi alle ricche superfici tessili.

Nel 1997 si sposta a Johannesburg, dove trascorre qualche anno lavorando nel campo della moda e della pubblicità, cercando di mettere a fuoco la propria vocazione artistica. Il paesaggio di Johannesburg diviene presto fonte d’ispirazione e Zangewa comincia a dare interpretazioni destrutturate alle sue creazioni. Si dedica anche a performance canore, esibendosi con lo pseudonimo “Billie Starr”.

in mostra il suo lavoro potrà essere letto sulle tracce della #GenerazioneAfrica

artisti al “bivio”, consapevoli della propria identità che oscilla tra i confini, decisi ad affrontare con i loro lavori temi forti come l’individualismo, l’immigrazione, la violenza e le questioni di genere, e affermando, contro tutti e tutto, la necessità di esistere. Interrogando i diversi aspetti dell’identità africana, sincretica, ibrida e ulteriore rispetto agli stereotipi, gli artisti di questa sezione, che comprende per la maggior parte donne, esplorano la possibilità di essere se stessi e allo stesso tempo essere multipli

 “Utilizzo la mia immagine e il mio corpo per raccontare la mia storia. Esiste forse qualcos’altro di più potente?”

Vincitrice del Botwana Award per le Arti Visive nella categoria Grafica (1997), è stata premiata anche con l’Absa L’Atelier Gerard Sekoto award (2004) e il Res’artis, sezione di Dak’art, alla Biennale di Dakar (2006).

Tra le mostre personali Gestures all’Alliance Française e Artists in Botswana, National Gallery, Botswana (1997); Printwork, retrospettiva della Rhodes University nell’Albany Museum di Grahamstown, Sud Africa (1999); Stitch by stitch, Afronova Gallery di Johannesburg e Fragments nella Johann Levy Gallery di Parigi (2008); Love and Africa, nella Menil Collection di Houston, in Texas (2012).