EX ORIENTE. LEE UFAN e HIDETOSHI NAGASAWA 1988

internationalartists 28.09.2018 Torna al blog

Ex Oriente_PAC 1988

a cura di Elena Pontiggia
5 ottobre – 31 dicembre 1988

Autunno 1988: il PAC parla orientale.
Due grandi prime mostre antologiche dedicate Hidetoshi Nagasawa e Lee Ufan.
Il titolo Ex Oriente ha un duplice significato: il primo, più classico e comprensibile, vuole alludere alla provenienza dei due artisti; il secondo a metà tra lo scherzo e il gioco di parole potrebbe voler dire o richiamare l’idea di una definizione non più calzante o valida.

Hidetoshi Nagasawa, uno tra i più interessanti artisti giapponesi. Nato nel 1940, Nagasawa si è stabilito definitivamente a Milano alla fine del 1967, dopo un avventuroso viaggio in bicicletta e a piedi lungo l’Asia e l’Europa. Nelle sue opere il linguaggio e lo stile sono di matrice occidentale, mentre orientali restano le problematiche (il compenetrarsi di essere e non-essere, il valore del vuoto, gli equivoci dell’apparenza e della visione) e la filosofia che le ispira. Una scultura ricca di immagini straordinariamente evocative, tra memoria, sogno e mito.

Lee Ufan, considerato uno dei maggiori artisti coreani contemporanei, ha perseguito nelle sue ricerche una felice contaminazione tra avanguardia occidentale e  tradizione orientale, portando il suo linguaggio ad una assoluta rarefazione. Pochi segni, di straordinaria intensità, costituiscono la sua pittura. Pochi segni (spesso lastre di pietra o di vetro, in singolare equilibrio tra Minimal Art e arte zen) costituiscono la sua scultura. Lee, come egli stesso ha dichiarato, non si propone di creare immagini, cioè di interpretare soggettivamente le cose, ma lascia che le cose stesse rivelino, indipendentemente dal soggetto, la loro verità.