KIMSOOJA 2004

internationalartist 29.10.2018 Torna al blog

Kimsooja_PAC 2004

KIMSOOJA
CONDITIONS OF HUMANITY
a cura di Jean-Hubert Martin
24 giugno – 19 settembre 2004

Giugno 2004: il PAC torna a parlare orientale.

La mostra di Kimsooja, sotto la direzione artistica di Jean-Hubert Martin, è la prima importante personale tenuta dall’artista coreana in Italia.
Le sue opere, estremamente poetiche e al tempo stesso contemplative, attingono al background culturale della sua terra d’origine e il tema centrale di molte di esse verte sul ruolo dell’essere umano nel mondo globalizzato. Dagli anni ottanta il cucito, attività appresa al fianco della madre, è divenuto l’elemento essenziale del lavoro di Kimsooja consentendole di passare dalla superficie bidimensionale della pittura alla tridimensionalità degli oggetti. I Bottari, fagotti di tessuto realizzati a partire dal 1992 con coperte e vestiti usati, costituiscono ormai un elemento tipico del suo lavoro.

L’esposizione di Kimsooja al PAC include, oltre a diverse proiezioni video, la grande installazione A Laundry Woman (Lavandaia), 2000, nella quale tessuti tradizionali coreani, grandi e coloratissimi, con dei ricami dai motivi simbolici, sono fissati su sottili fili metallici tesi lungo il parterre del padiglione, come panni messi ad asciugare. Il visitatore è invitato ad aggirarsi fra i tessuti, che ondeggiano lievemente al passaggio, e a sperimentarne, da vicino e tangibilmente, la bellezza, la delicatezza e la grande energia cromatica.
Nella video installazione A Needle Woman (Donna-ago), 1999-2001, è l’artista stessa ad “agire” come la punta di un ago. Kimsooja rimane immobile in mezzo alla folla dei passanti di metropoli come Shanghai, Tokyo, New York o New Delhi, costringendo di conseguenza le fiumane di gente ad aggirarla e a deviare. Negli otto schermi della video installazione, esposta al PAC in due sale, l’artista si presenta di spalle e il visitatore può vedere i volti e le diverse reazioni delle persone che la evitano mentre, idealmente, le strade delle diverse città sembrano convergere al centro delle stanze.
Le attività dell’artista coreana, viaggi ed esposizioni, possono essere interpretate come una costante tessitura di nuove relazioni. Kimsooja: “È la punta dell’ago a penetrare il tessuto, e noi possiamo unire due diversi lembi di stoffa con il filo che passa per la cruna dell’ago. L’ago è un’estensione del corpo, il filo è un’estensione della mente. Nel tessuto rimangono sempre le tracce della mente, invece l’ago abbandona il campo non appena terminata la sua mediazione. L’ago è medium, mistero, realtà, ermafrodita, barometro, un momento, e uno Zen.”

Kimsooja ha rappresentato la Korea alla 24° Biennale di San Paolo nel 1998 e alla 55° Biennale di Venezia nel 2013; ha partecipato a più di 30 biennali e triennali in ambito internazionale. ha esposto con una personale al MoMA, al Cristal Palace di Reina Sofia, al Museo di Arte Contemporanea di Lione, al Guggenheim di Bilbao, al Centre Pompidou Metz.