YAYOI KUSAMA 2009

internationalartist, sitespecific 12.11.2018 Torna al blog

Yayoi Kusama_ PAC 2009
YAYOI KUSAMA
Dalla cultura hip hop alla generazione “pop up”
a cura di Akira Tatehata
13 novembre 2009 – 7 febbraio 2010

Novembre 2009. Attraverso circa 50 opere, la mostra al PAC conduce ai fulcri su cui è disegnata l’esposizione e l’intera produzione di Yayoi Kusama: l’odio/amore per il controllo, appunto, ma anche il fare manuale e la creatività in generale come antidoto all’ansia.
La mostra si compone di installazioni ambientali, quadri e sculture oggettuali. Tutte le opere sono di grande formato, le dimensioni delle sculture sono imponenti.
Persa dentro a un puntino e moltiplicata da muri di specchi: è così che vediamo Yayoi Kusama, la più importante artista giapponese vivente.
Lo spettatore si trova all’interno di un ambiente oscurato, nel quale sono stati distribuiti punti di colore illuminati – un modo per rendere appariscente e allucinato un semplice locale domestico – o a percorrere i quadri nei quali l’artista dipinge con maniacalità i suoi cerchietti e riempie scatole, scarpe, contenitori improbabili di piccole forme inquietanti, come microrganismi che ci assediano e come piccole escrescenze che crescono senza controllo.

Malgrado abbia girato film, redatto riviste e partecipato ad attività sperimentali di ogni tipo, il suo lavoro è ampiamente riconoscibile per l’utilizzo di pallini, reticoli, specchi e tutto ciò che mette in crisi la percezione, comunicando il suo disagio con opere che generano da una parte un vissuto giocoso, dall’altra una perdita dell’orientamento.