Tag Archives: groupshow

LESS 2006

LESS_PAC 2006

LESS
STRATEGIE ALTERNATIVE DELL’ABITARE
a cura di Gabi Scardi
5 aprile – 18 giugno 2006

Aprile 2006. La mostra LESS – Strategie alternative dell’abitare, documenta il grande spazio che la questione dell’abitare ha avuto nell’ambito della ricerca degli ultimi decenni e gli approcci diversi adottati da alcuni artisti internazionalmente noti. Da tempo, muovendosi tra micro-architettura e macro-design, essi indagano questo tema cercando di prefigurare, attraverso la progettazione di nuove modalità del vivere, un diverso, più sostenibile assetto del mondo.
Trasformandosi in costruttore e prefigurando simbolicamente il mondo di domani, l’artista esprime infatti anzitutto la necessità di strategie e di scommesse progettuali per uno sviluppo collettivo.

Lo spazio abitativo è da un lato esigenza elementare, dall’altro catalizzatore di bisogni e di desideri. Per questo i temi della casa e dell’abitare attraversano ampiamente la ricerca artistica contemporanea e costituiscono campi di riflessione privilegiati per molti artisti che ambiscono ad affrontare criticamente la complessità della nostra società sin nelle sue istanze più cruciali ed urgenti.
Questi temi consentono loro di esprimere le profonde contraddizioni e le aspirazioni fondamentali del presente, l’attuale tensione tra senso di appartenenza e senso di estraneità, tra necessità di riappropriazione e necessità di salvaguardare le differenze.
Numerosi artisti danno così forma a modelli abitativi in cui senso e funzione non risultano separati. Si tratta di situazioni di carattere provvisorio o permanente, privato o pubblico. In molti casi si tratta di spazi flessibili, polifunzionali, ad assetto variabile, adatti a situazioni di mobilità, eventualmente di crisi o di emergenza.

Sono esposte le installazioni di Vito Acconci, Keren Amiran, Siah Armajani, Atelier Van Lieshout, Mircea Cantor, Jimmie Durham, Carlos Garaicoa, N55, Lucy Orta, Maria Papadimitriou, Marjetica Potrč, Michael Rakowitz, Luca Vitone, Dré Wapenaar, Krzysztof Wodiczko, Silvio Wolf, Wurmkos, Andrea Zittel.

 

UTOPIE QUOTIDIANE 2002

Utopie quotidiane_PAC 2002

UTOPIE QUOTIDIANE
L’uomo e i suoi sogni nell’arte dal 1960 ad oggi
a cura di Vittorio Fagone e Angela Madesani
23 ottobre 2002 – 19 gennaio 2003

 

Ottobre 2002. Utopie Quotidiane. L’uomo e i suoi sogni nell’arte dal 1960 ad oggi, a cura di Vittorio Fagone e Angela Madesani.

Le opere esposte, circa 100, realizzate da 52 artisti italiani e stranieri, sono testimonianza ed espressione della vita dell’uomo, della sua storia individuale e sociale. La mostra si snoda attraverso un percorso che vede accostati lavori realizzati con le tecniche più svariate, dalla pittura alla scultura, dal video al film d’artista, dalla fotografia all’arazzo. Il fil-rouge che lega gli autori non è una corrente di appartenenza, né una scelta stilistica o una particolare epoca. I lavori, realizzati tra gli anni Sessanta al 2000, testimoniano piuttosto, attraverso percorsi diversi ma talvolta affini, l’aspirazione umana al mito e all’utopia. A partire dalla propria esperienza quotidiana, dalle contraddizioni e dai problemi del proprio universo personale, gli artisti elaborano modelli ideali, appunto utopie quotidiane, che travalicano la quotidianità della loro esperienza e si riflettono sul più ampio mondo esterno. Un’inversione di tendenza si nota, tuttavia, negli anni Novanta e particolarmente in Europa: pur muovendo dalle stesse motivazioni di riflessione e talvolta di disagio, il lavoro degli artisti ritorna il più delle volte ad una dimensione intima.  Al centro rimane, comunque, un tema di grande interesse: l’uomo e la sua visione del mondo.

Artisti in mostra: Vincenzo Agnetti, Michael Badura, Marina Ballo Charmet, Matthew Barney, Gianfranco Baruchello, Bernd e Hilla Becher, Christian Boltanski, Anna Valeria Borsari, Alexander Brodsky, Sophie Calle, Cioni Carpi, Claudio Costa, Thomas Demand, Bruno Di Bello, Erik Dietman, Do Ho Suh, Öyvind Fahlström, Emilio Fantin, Eugenio Ferretti, Hamish Fulton, Maria Cristina Galli, Mauro Ghiglione, Gilbert & George, Roni Horn, Tetsumi Kudo, Ugo La Pietra, Jean Le Gac, Claudia Losi, Fabio Mauri, Giuliano Mauri, Gérald Minkoff, Shirin Neshat, Muriel Olesen, Antonio Paradiso, Luca Maria Patella, Tom Phillips, Anne e Patrick Poirier, Thomas Ruff, Daniel Spoerri, Beat Streuli, Aldo Tagliaferro, Enzo Umbaca, Franco Vaccari, Franco Vimercati, Richard Wentworth, Rainer Wittenborn, Silvio Wolf, Alberto Zanazzo, Michele Zaza.

 

SUI GENERIS 2001

Sui Generis_PAC 2001
SUI GENERIS. DAL RISCATTO ALLA FANTASCIENZA
LA RIDEFINIZIONE DEL GENERE NELLA NUOVA ARTE ITALIANA
a cura di Alessandro Riva
30 novembre 2000 – 11 febbraio 2001

Novembre 2000. Il PAC, nella tradizione che gli è propria di museo aperto alle diverse proposte e interpretazioni dell’arte contemporanea italiana e internazionale, presenta la mostra Sui generis.
Il progetto espositivo, a cura di Alessandro Riva, propone 75 artisti, italiani di nascita o di adozione, per lo più compresi tra i 25 e i 45 anni, ma senza rigide distinzioni generazionali, che operano tra pittura, scultura, fotografia e video, in un incessante rimescolamento di stili e tecniche differenti. Un percorso o, più precisamente, un viaggio simbolico tra quei “generi”, oggi non più riconosciuti come tali.
La mostra Sui generis parte da qui e dal concetto che negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria rivoluzione nell’arte italiana ed europea; una rivoluzione silenziosa, che ha avuto come concetto-cardine l’idea del ritorno, e nello stesso tempo della completa ridefinizione, di alcuni generi tradizionali della storia dell’arte (come il ritratto, il paesaggio e la natura morta), oltre che dell’appropriazione di temi e di generi provenienti da altri ambiti linguistici, come la fantascienza e il noir.
La mostra si divide nelle seguenti sezioni: luoghi, scenari futuri, science-painting, still life & feticci (alla moda), Ellroy & Co, contaminazioni, il nuovo ritratto, e peep show.

Gli artisti che hanno preso parte alla mostra sono: Marco Petrus, Giovanni Frang, Andrea Chiesi, Aldo Damioli, Monica Carocci, Marco Neri, Luca Piovaccari, Luca Pignatelli, Ennio Bertrand, Andrea Zucchi, Giacomo Costa, Dany Vescovi, Enrico Lombardi, Andrea Di Marco, Francesco De Grandi, Velasco,  Francesco Scialò, Fulvio Di Piazza, Karin Andersen, Cristiano Pintaldi, Matia, Fabrice De Nola, Ultrapop, Corrado Bonomi, Adrian Tranquilli,  Antonella Mazzoni, Santolo De Luca, Nathalie Du Pasquier, Gianluca Corona, Marco Samoré, Chiara, Annalisa Cattani, Marco Cornini, Antonio Riello, Silvia Levenson, Silvano D’Ambrosio, Omar Galliani, Max Rohr, Alessandro Bazan, Marco Cingolani, Paul Beel, Marzia Migliora, Sergio Ceccotti, Paolo Schmidlin, Simone Racheli, Enrico T. De Paris, Luca Matti, Alex Pinna, Michelangelo Galliani, Luisa Rabbia, Dario Ghibaudo, Vittorio Valente, Paolo Leonardo, Alessandro Papetti, Alberto Castelli, Alfredo Cannata, Leonida De Filippi, Federico Guida, Federico Lombardo, Valentina D’Amaro, Livio Scarpella, Klaus Mehrkens, Stefano Di Stasio, Florencia Martinez, Bernardo Siciliano,  Bianca Sforni, Daniele Galliano, Barbara Nahmad, Giulio Durini, Massimo Giacon, Paola Gandolfi, Nicola Verlato, Paolo Cassarà, Antonella Bersani, Matteo Basilé.

 

LA FORMA DEL MONDO 2000

La forma del mondo_PAC 2000

a cura di Marco Meneguzzo
14 luglio – 15 ottobre 2000

Luglio 2000. La mostra progettata da Marco Meneguzzo, costituisce uno degli eventi più importanti e “pensati” dedicati all’arte contemporanea da un’istituzione pubblica.
Circa trenta artisti della scena internazionale occupano tutto il Padiglione con una sessantina di lavori anche diversissimi tra loro: dalle grandi installazioni progettate espressamente per lo spazio milanese, a piccoli ma significativi segnali di aderenza al tema proposto, come il rarissimo libro di Alighiero Boetti sulla classificazione dei mille fiumi più lunghi.

Il concetto della rassegna parte da una polarità ben presente nel mondo dell’arte d’oggi, sulla figura dell’artista e sulla funzione dell’arte. Il mondo è sempre più complesso, e di conseguenza è sempre più difficile prevedere una “forma” del suo sviluppo, ipotizzare un “progetto” del mondo, come gli artisti erano soliti fare; d’altra parte, se la realtà è tanto complessa da risultare incomprensibile, l’artista può concentrarsi solo sul racconto di se stesso, sulla narrazione e sulla testimonianza della propria soggettività, delle proprie funzioni vitali?
Su questa contrapposizione si basa la mostra: gli artisti producono opere, interpretando la realtà secondo modi che vedono questa opposizione alla base di ogni creazione. Così, la mostra sarebbe un continuo rapporto dialettico tra le due concezioni: il progetto del mondo e la profezia del futuro da un lato, l’eterno presente dell’individuo dall’altro.

Gli artisti: Marina Abramovic, Alighiero e Boetti, Ashley Bickerton, John Bock, Lygia Clark, Thomas Demand, Mark Dion, Chiara Dynys, Fischli & Weiss, Günther Förg, Nan Goldin, Mona Hatoum, Thomas Hirshörn, William Kentridge, Yayoi Kusama, Philip Lorca di Corcia, Eva Marisaldi, Matt Mullican, Bruce Nauman, Gabriel Orozco, Thomas Ruff, Atelier Van Lieshout, Luca Vitone, Jeff Wall, Franz West, Rachel Whiteread, Kenji Yanobe.