In occasione della 22ª edizione della Giornata del Contemporaneo, centrata quest'anno sulle "Geografie della contemporaneità", il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta "La femme qui marche", un progetto nato dall’incontro tra la pratica artistica di Francesco Clerici e la ricerca antropologica di Khaoula Matri.
Il progetto si configura come un viaggio immobile di antropologia visiva che esplora i percorsi migratori delle donne subsahariane nel Nord Africa, evidenziando l'impatto delle politiche europee e internazionali sulle loro vite. È un'indagine che sottrae i corpi e i volti delle protagoniste per proteggerne l'incolumità, mostrando al loro posto le ferite invisibili dei loro viaggi.
L’impossibilità di muoversi davvero - questo essere en suspens, come suggerisce Khaoula Matri - costituisce il nucleo del lavoro. Spogliando il racconto di qualsiasi elemento superfluo, l’opera si concentra sull’unica urgenza necessaria: restituire, attraverso le voci femminili, la profonda violenza di questa immobilità forzata.
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Francesco Clerici è un regista di lavori che spaziano tra la videoarte e il documentario antropologico.
Insegna in diverse università italiane e svizzere. "Il gesto delle mani", il suo primo documentario lungometraggio, ha vinto il premio FIPRESCI al Festival di Berlino (2015). I suoi lavori sono stati presentati in festival di tutto il mondo (Berlinale, Giornate degli autori alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia, London Film Festival, Viennale, Busan ISFF, RIDM Montreal, Dok.fest, Festa del cinema di Roma, Torino FF, Sarajevo film festival, Ji.hlava e molti altri) e in location quali la National Gallery of Art di Washington, il BFI di Londra, la Cineteca Nacional de Mexico di Città del Messico, l'ICA di Londra, il Barbican, il MAXXI di Roma, Palazzo Reale di Milano, il Documentary Film Center di Mosca, MART di Rovereto. Nel 2018, la Cineteca di Grenoble gli ha dedicato una retrospettiva.
Khaoula Matri è docente presso il Dipartimento di Antropologia della Facoltà di Lettere e Filosofia di Sousse (Tunisia) e ricercatrice associata presso l'Istituto di Ricerca sul Maghreb Contemporaneo (IRMC). Il suo lavoro si concentra sulle rappresentazioni del corpo, sulla religiosità e sulle forme di violenza. Studia e analizza anche le disuguaglianze e le esperienze delle popolazioni marginalizzate. Ha condotto un approfondito studio etnografico sui migranti subsahariani in Tunisia e in Italia, esaminando le dinamiche del razzismo, la vulnerabilità e le strategie di resistenza.